LAVORARE MEGLIO IN FIERA
Una scansione ti dice chi è passato. Una buona nota ti dice perché richiamarlo.
IN QUESTA GUIDA
Campi utili · Esempio compilato · Passo concordato · Assegnazione del lavoro
Lunedì mattina: sul tavolo ci sono badge scansionati, biglietti da visita e qualche nota sul telefono. Chi aveva chiesto una proposta? Chi voleva soltanto il catalogo? Se le risposte sono rimaste nella memoria di chi era allo stand, il lavoro commerciale riparte da zero.
Una scheda contatto serve a conservare il motivo della conversazione e il passo successivo. Può essere un modulo nel CRM, un foglio condiviso o una scheda cartacea. Il punto è che una persona diversa da te riesca a capire cosa fare, senza doverti chiedere di ricostruire tutto.
Prima della fiera, decidi cosa significa “contatto utile”
Non tutti i visitatori hanno lo stesso ruolo: un utilizzatore, un distributore e un responsabile acquisti possono essere interessanti per ragioni diverse. Prima di partire, concorda con il team quali informazioni permettono di distinguere una curiosità da un’esigenza concreta.
La guida How to exhibit di UFI suggerisce di classificare i contatti e di adattare il seguito commerciale alla loro situazione. La scheda qui proposta traduce questo principio in un modello operativo da adattare alla tua azienda, senza promettere risultati automatici.
I campi che devono sopravvivere alla conversazione
Nome, azienda e recapito identificano la persona, ma non spiegano perché richiamarla. A questi dati aggiungi informazioni brevi e concrete:
- Esigenza: che cosa sta cercando di fare o risolvere?
- Contesto: per quale progetto, utilizzo o evento gli serve?
- Tempi: c’è una data da rispettare oppure è una valutazione iniziale?
- Ruolo: sceglie, usa il prodotto o raccoglie informazioni per qualcun altro?
- Informazioni mancanti: che cosa serve ancora per formulare una proposta?
- Passo concordato: invio di una scheda tecnica, telefonata, dimostrazione o preventivo?
- Responsabile e scadenza: chi se ne occupa e quando?
Non trasformare questi campi in un interrogatorio. Usali come promemoria per ascoltare meglio. Se una risposta non emerge, scrivi “da verificare”: è più utile di una supposizione che il collega leggerà come un fatto. Raccogli soltanto informazioni pertinenti al lavoro da svolgere.

Scrivi un fatto, non un’impressione
“Molto interessato” dice come ti è sembrata la persona. “Deve allestire due eventi e invierà le planimetrie entro venerdì” descrive qualcosa su cui il team può lavorare. La differenza si vede quando devi decidere quale azione avviare.
Per un’azienda che cerca un allestimento, per esempio, la metratura da sola può non bastare: vanno chiariti lati aperti, materiali da esporre, trasporto e persone disponibili al montaggio. La scheda deve indicare quali elementi hai raccolto e quali mancano. Non serve chiudere un progetto completo al desk.
ESEMPIO INVENTATO, DA ADATTARE
Esigenza: presenza a più eventi con spazi differenti.
Da ricevere: planimetrie e modalità di trasporto.
Passo concordato: inviare una selezione dopo aver ricevuto i dati.
Responsabile: referente commerciale assegnato.
Scadenza: data concordata con il contatto, registrata nel CRM.
Se la stessa persona parla con più colleghi, conserva le note dei diversi incontri con data e autore. Prima di riunirle, controlla se riguardano lo stesso progetto: una richiesta per un evento può avere vincoli diversi da quella discussa il giorno precedente. Se due indicazioni sembrano incompatibili, segnala il punto da chiarire. Evita di scegliere una versione soltanto perché compare nell’ultima nota inserita.
Concorda il seguito prima che il visitatore se ne vada
“Ci sentiamo” lascia aperte troppe interpretazioni. Meglio chiarire chi farà la prima mossa: “Ti mando il riepilogo e tu mi rispondi con le misure” oppure “Fissiamo una telefonata con il collega tecnico”. Registra il canale concordato e l’azione richiesta.
Se il visitatore cerca soltanto informazioni, annotalo. Non assegnare la stessa urgenza a chi vuole un catalogo e a chi ha chiesto una proposta con una scadenza. Evita anche di interpretare la disponibilità a parlare come una decisione d’acquisto.
Quando il seguito dipende da un documento del visitatore, distingui l’azione assegnata dalla condizione che la rende possibile. Nell’esempio delle planimetrie, annota chi deve riceverle, chi preparerà la selezione e quando verificare se sono arrivate. Se mancano, il referente saprà quale informazione richiedere e potrà aggiornare il passo successivo. Una scadenza generica per il preventivo lascerebbe invece nascosta la dipendenza dai dati ancora attesi.
Fai funzionare lo stand anche come luogo di lavoro
Il modulo migliore serve a poco se chi accoglie deve scrivere in piedi, senza una superficie libera o una connessione utilizzabile. Prevedi dove annotare i dati e una soluzione di riserva se il dispositivo non funziona. Prova il flusso con il team prima dell’apertura.
Lo spazio per campioni, conversazioni e raccolta delle note va pensato insieme alla comunicazione visiva. Se usi un allestimento riconfigurabile, valuta come mantenere questa funzione anche quando cambia la metratura. Per il quadro generale puoi leggere anche come valutare i risultati della tua fiera.
Prova anche il passaggio dalla soluzione di riserva allo strumento condiviso. Se usi carta durante un’interruzione, assegna alla nota un riferimento riconoscibile e indica chi la trasferirà. Dopo l’inserimento, segna che il trasferimento è stato completato e controlla che il passo concordato sia riportato. Questa procedura va preparata prima dell’evento: serve a evitare che una nota rimanga nella borsa di un addetto o venga inserita due volte.
Alla chiusura, assegna il lavoro
Prima di archiviare la giornata, controlla le schede incomplete, elimina i doppioni e assegna ogni azione a una persona. Se il contatto deve mandare un documento, registra anche quel passaggio: il seguito commerciale può dipendere da un’informazione che ancora non hai.
Nel messaggio successivo riprendi ciò che avete davvero discusso. Un riepilogo preciso permette al destinatario di riconoscere la conversazione e correggere eventuali incomprensioni. Misura poi le azioni completate e gli appuntamenti fissati, tenendoli distinti dai badge raccolti.
Per partire, prova la scheda su una conversazione simulata e passala a un collega. Se sa cosa fare senza spiegazioni aggiuntive, il formato è utilizzabile. Se deve ricostruire il contesto, correggila prima della fiera.
DALLA CONVERSAZIONE AL SEGUITO
Prepara il lavoro che comincia dopo la fiera.
La scheda contatto funziona se il team sa usarla e ogni richiesta ha un responsabile. Approfondisci la preparazione della partecipazione nella guida gratuita MyStand24.







